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Coltivare la canapa

Il settore della coltivazione della canapa è in forte espansione e sul finire del 2016 è stato colmato un vuoto legislativo, è stata cioè resa non obbligatoria l’autorizzazione alla coltivazione. Gli ambiti di utilizzo considerati legali sono quello alimentare, cosmetico, della bioingegneria, dei semilavorati, del florovivaismo, della bioedilizia, della fitodepurazione dei siti inquinati, delle attività didattiche e delle ricerche da parte di istituti di varia natura, cioè pubblici o privati. Ed oltre a questo, la novità più significativa riguarda l’aumento della tolleranza circa il contenuto di Thc, vale a dire del principio attivo della canapa sativa: prima il limite consentito era pari allo 0.2%, mentre ora è salito fino allo 0,6%.

Si è trattato di una grande svolta che sta interessando un numero crescente di persone, infatti in molti hanno deciso di investire nell’attività di coltivazione della canapa. Dopo tanti anni, la coltivazione della canapa sta quindi tornando ad essere fiorente così come era fino a circa 80 anni fa. Ai tempi la diffusione era grandissima, ma fu gradualmente ostacolata dall’industrializzazione dell’economia e dalla richiesta massiccia del tessuto sintetico, ed ora il futuro appare roseo…anche se è più corretto dire “verde”. Infatti, la canapa secca dà un grande contributo all’ambiente in quanto aiuta ad eliminare l’anidride carbonica dall’atmosfera. Indicativamente si stima che una tonnellata di canapa secca riesca ad eliminare oltre 300 chilogrammi di CO2.

Anche per la nostra salute la canapa è molto utile in quando i suoi semi rappresentano una valida fonte vegetale di proteine che si contraddistinguono per l’alta digeribilità, di vitamine del gruppo B ed E, di fibre e minerali. Inoltre, i semi di canapa non contengono glutine e contengono altresì altri nutrienti utili per il nostro organismo, come l’ Omega 3, 6 e 9.

Come coltivare la canapa

Con la legge del 2 dicembre 2016 di cui abbiamo parlato in apertura, è stato approvata anche l’autoproduzione dell’infiorescenza di canapa a casa propria o nei propri campi. Le condizioni da rispettare per non incorrere in sanzioni di tipo legale riguardano la provenienza dei semi, che devono essere di quelli previsti dalla lista stilata dall’Unione Europea, e la soglia fissata in 0,6% per il contenuto di Thc. Più nel dettaglio, per non avere problemi in caso di controlli, si rende necessario conservare le prove d’acquisto dei semi per almeno 12 mesi. Le specie di canapa iscritte nella lista sono oltre 50, le quali si differenziano parecchio sotto il punto di vista delle peculiarità e della crescita. La maggior parte di esse, tuttavia, ha un quantitativo di Thc al suo interno che non supera lo 0,2%.

Per coltivare la canapa non servono oggi autorizzazioni, quel che è necessario è disporre di un appezzamento di terreno ed avere passione per l’agricoltura. Occorre amare la terra ed i suoi prodotti per garantirsi dei risultati migliori. Se si è alle prime armi e si vuole coltivare legalmente la canapa per le sue infiorescenze, un ettaro di terreno è sufficiente.
La pianta è molto resistente e ben si adatta a terreni differenti, tuttavia predilige dei terreni ricchi e nutrienti ed ha altresì bisogno di aria, luce ed acqua.

In base alla stagione ed alla regione dove si pianta la canapa, andranno quindi valutate attentamente le operazioni di concimazione, esposizione solare ed irrigazione. Questo per dire che, a seconda del clima, in alcune zone ci sarà bisogno di irrigare più spesso rispetto ad altre dove piove molto. In ogni caso, anche a seconda della varietà di semi piantati, servirà un quantitativo d’acqua differente, in quanto alcune specie crescono soprattutto in altezza ed hanno bisogno di molta acqua.

Coltivare canapa indoor o in casa

La canapa può essere coltivata indoor, quindi anche in casa. L’importante è predisporre un ambiente, piccolo o grande a seconda delle proprie disponibilità, ad hoc all’interno dell’abitazione…può essere anche un armadio per esempio!

Come abbiamo visto, per crescere bene la canapa necessita di tutta una serie di accorgimenti, i quali vanno rispettati e garantiti anche se si coltiva al chiuso. Questo significa che la coltivazione è un poco più dispendiosa in quanto all’esterno è semplice ricevere la luce solare, mentre all’interno essa va ricreata artificialmente. Ecco che oltre alla scelta del punto ideale, la scelta delle luci giuste rappresenta un passaggio chiave della coltivazione indoor della canapa. Le migliori lampade sono quelle a scarica ad alta intensità, in quanto hanno una luce che più si avvicina a quella solare.
Esse andrebbero regolate con un timer perché durante la fase vegetative occorre impostare un ciclo luce-buio pari a 18-6 ore, servono cioè 18 ore di luce e 6 ore di buio.

Un altro aspetto da non sottovalutare per la crescita ottimale della canapa in ambienti chiusi, come una casa per esempio, è la temperatura. Anch’essa deve infatti essere il più possibile costante, quindi in estate vi potrebbe essere bisogno di sistemi di ventilazione controllata.

Coltivare la canapa sativa

Insieme alla canapa indica, la sativa è una delle tipologie più conosciute e diffuse, soprattutto per quanto riguarda gli effetti terapeutici. Essa può raggiungere fino a 2 metri di altezza, ma nonostante questo può essere coltivabile in indoor, oltre che, ovviamente, all’esterno.

La fioritura della canapa sativa si stima in 2 o massimo 3 medi, il periodo medio di fioritura è infatti tra i 60 ed i 90 giorni. Il suo odore non è particolarmente marcato come quello delle gemme di canapa indica, per questo è maggiormente consigliata per la coltivazione indoor.

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